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Perchè invecchiando si perde il sonno

beppegrillo.it - Marzo 28, 2018

Una nuova ricerca ha identificato il modo in cui l’età riduce la capacità dell’orologio circadiano di reimpostarsi quando esposto alla luce, con conseguente interruzione del sonno e conseguenti minacce per il benessere.

I ricercatori, guidati da un neurofisiologo dell’Università del Kent, hanno scoperto che l’invecchiamento determina una significativa riduzione della sensibilità alla luce nella parte del cervello che controlla i ritmi circadiani, noto come nucleo soprachiasmatico (SCN).

L’innovazione potrebbe aiutare a indirizzare i trattamenti che mirano a migliorare sia l’orologio circadiano fisiologico e comportamentale ‘re-setting’ nelle persone anziane.

La dottoressa Gurprit Lall, della Medway School of Pharmacy dell’università e gli altri membri del team di ricerca hanno esplorato le alterazioni in uno dei percorsi nella parte del cervello che controlla i ritmi circadiani. Hanno scoperto che un recettore del glutammato (NMDA), utilizzato per trasmettere informazioni leggere, è diventato meno efficace nel reimpostare l’orologio circadiano come parte del processo di invecchiamento.

Questo cambiamento strutturale nel recettore del glutammato era responsabile del declino della risposta alla luce osservata. Una subunità del recettore NMDA ha mostrato una marcata diminuzione della presenza tra i più anziani, indicando un cambiamento associato all’età nella configurazione strutturale.

Lo studio ha concluso che l’invecchiamento della SCN soffre di una riorganizzazione strutturale dei suoi componenti che ricevono luce; che alla fine compromettono la sua funzione nell’impostare e mantenere un ritmo circadiano stabile.

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