23

Oct
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube
E-mail
EMAIL

 

[email protected]

Il Blog di Beppe Grillo Blog ufficiale di Beppe Grillo con articoli, approfondimenti ed opinioni
PER LA TUA PUBBLICITÀ

 

[email protected]

Menu   ≡ ╳
  • HOME
  • IO GRIDO
  • CERVELLI
  • TERRA FUTURA
  • COSE PREZIOSE
  • MOBILITA’
  • SALUTE
  • VIDEO
  • ARCHIVIO
    • 2005
    • 2006
    • 2007
    • 2008
    • 2009
    • 2010
    • 2011
    • 2012
    • 2013
    • 2014
    • 2015
    • 2016
  • CONTATTI
☰
Il Blog di Beppe Grillo
Home > CERVELLI
3 views 6 min 0 Comment

L’effetto criceto: più corre l’IA, più corriamo noi

beppegrillo.it - Ottobre 23, 2026
di Igor G. Cantalini

L’intelligenza artificiale avrebbe dovuto liberare le persone dalle attività ripetitive, ridurre il tempo trascorso al lavoro e dare più tempo alla creatività, alla famiglia e alla vita sociale. Le ricerche sull’impatto dell’IA nelle aziende stanno facendo emergere una realtà assai complessa: le macchine producono più velocemente, mentre i lavoratori rischiano di ritrovarsi con maggiori responsabilità, ritmi più intensi e meno tempo per recuperare.

È uno dei nuovi paradossi della produttività, l’automazione riduce il tempo necessario per svolgere determinate operazioni ma il tempo risparmiato viene immediatamente occupato da nuove attività.

Uno studio condotto da Aruna Ranganathan e Xingqi Maggie Ye dell’Università della California a Berkeley, pubblicato sulla Harvard Business Review, ha analizzato per otto mesi l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa in un’azienda tecnologica statunitense con circa 200 dipendenti. I ricercatori hanno osservato che i lavoratori che utilizzavano l’IA tendevano ad assumersi più compiti, ad accelerare i ritmi e a prolungare le attività durante la giornata, spesso senza ricevere richieste esplicite dai superiori.

Una delle conseguenze meno visibili dell’intelligenza artificiale è la comparsa di nuove attività necessarie a controllare ciò che le macchine producono. È una forma di lavoro fantasma, un insieme di operazioni poco riconosciute che si nascondono dietro l’apparente semplicità dell’automazione. Un sistema generativo può scrivere una relazione, elaborare un’analisi finanziaria o produrre centinaia di righe di codice in pochi secondi. Il risultato, tuttavia, deve essere verificato, le informazioni possono essere inesatte ad esempio e le fonti inesistenti e contenere errori difficili da individuare. Questo costo nascosto viene definito verification tax, tassa di verifica, ovvero il tempo e l’attenzione che gli esseri umani devono dedicare al controllo e alla correzione dei contenuti generati automaticamente. Chi prima produceva direttamente un documento si ritrova ora a supervisionare il lavoro della macchina e individuare eventuali errori prima di approvare il risultato finale.

Il fenomeno è particolarmente evidente nel settore informatico, uno studio dell’organizzazione indipendente METR, condotto su 16 sviluppatori esperti impegnati in 246 attività reali, ha rilevato che l’utilizzo degli strumenti di IA disponibili nella prima metà del 2025 aumentava mediamente del 19% il tempo necessario a completare i compiti. Gli stessi sviluppatori, invece, erano convinti di aver lavorato più velocemente.

Un’altra conseguenza riguarda l’organizzazione della giornata lavorativa e la progressiva eliminazione dei momenti di minore intensità. In molte professioni, le attività quotidiane alternano operazioni complesse a mansioni relativamente semplici: formattare un documento, riordinare la posta elettronica, cercare un’informazione in archivio etc… Questi compiti, pur facendo parte del lavoro, possono rappresentare momenti di minore impegno cognitivo tra una decisione impegnativa e quella successiva. L’intelligenza artificiale è particolarmente efficace proprio nell’automatizzazione di molte di queste operazioni, di conseguenza, la giornata rischia di concentrarsi sempre più su attività che richiedono attenzione e capacità decisionale. La scomparsa dunque delle micro-pause cognitive, cioè dei momenti in cui il cervello affronta compiti meno impegnativi, potrebbe rendere il lavoro mentalmente più faticoso anche quando il numero complessivo delle ore rimane invariato. L’affaticamento decisionale, lo stress e il rischio di burnout diventano quindi aspetti importanti da considerare nell’introduzione dell’IA. Anche il cortisolo, uno degli ormoni coinvolti nella risposta fisiologica allo stress, rappresenta un possibile indicatore da studiare, sebbene non vi siano elementi sufficienti per attribuire all’uso dell’intelligenza artificiale un aumento generalizzato dei suoi livelli.

A questo meccanismo si aggiunge quello che possiamo definire effetto criceto: più la tecnologia accelera il lavoro, più aumenta la quantità di attività che ci si aspetta vengano svolte. Come un criceto che corre sempre più velocemente sulla ruota senza avanzare, il lavoratore può produrre di più senza riuscire a guadagnare tempo libero. Se una macchina permette di completare una mansione in metà tempo, l’organizzazione aziendale può decidere di assegnare un secondo incarico anziché ridurre l’orario lavorativo. Il guadagno di produttività si traduce così in un aumento del volume delle attività e non in una diminuzione dell’impegno richiesto.

Nello studio dell’Università di Berkeley, questo meccanismo si è rivelato con chiarezza, la possibilità di svolgere nuove mansioni grazie all’intelligenza artificiale spingeva i dipendenti ad ampliare spontaneamente le proprie responsabilità, con un conseguente incremento dell’intensità del lavoro.

Il rischio è che ogni aumento di efficienza venga progressivamente assorbito da aspettative produttive sempre più elevate.

Più produttività quindi, ma per chi?

 

L’AUTORE

Igor G. Cantalini – Esperto di comunicazione e marketing digitale di 45 anni, laureato in Scienze della Comunicazione, ha lavorato con brand di fama nazionale e internazionale, specializzandosi successivamente in Intelligenza Artificiale. Scrittore e divulgatore, pubblica articoli su  vari temi.

PREVIOUS

L’intelligenza artificiale si sta mangiando il resto dell’economia?
Related Post
Agosto 3, 2024
Reddito universale per una società migliore
Maggio 20, 2018
La Cannabis fa impazzire?
Ottobre 29, 2019
Internet compie 50 anni
Aprile 6, 2020
L’Aquila, 11 anni dopo: il tempo nuovamente sospeso
Comments are closed.

TERRA FUTURA

Il Blog di Beppe Grillo
Nel 2030 mancheranno 11 milioni di operatori sanitari
Il Blog di Beppe Grillo
A Lugano i supercomputer si raffreddano con l’acqua del lago e restituiscono energia alla città
Il Blog di Beppe Grillo
In Cina c’è una città che premia i cittadini quando inquinano meno
Il Blog di Beppe Grillo
L’intelligenza artificiale potrebbe imparare a replicarsi da sola
Il Blog di Beppe Grillo
Un miliardo e 200 milioni di giovani ma solo 400 milioni di posti di lavoro
Il Blog di Beppe Grillo
Il pronto soccorso comincia nel quartiere
Il Blog di Beppe Grillo
In Cina arriva il maxi data center che si raffredda senza acqua
Il Blog di Beppe Grillo

CONTATTI

Per inviare messaggi, comunicati stampa, segnalazioni, richieste di interviste, denunce o lettere aperte a Beppe Grillo: [email protected]

PUBBLICITA'

Per la tua pubblicità su questo Blog: [email protected]
  • HOMEPAGE
  • COOKIE POLICY
  • PRIVACY POLICY
  • CONTATTI
© Copyright 2026 - Il Blog di Beppe Grillo. All Rights Reserved - Powered by happygrafic.com