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di Gianluca Riccio – Gli scienziati dell’Università della California, Davis (UC Davis) stanno cercando di dimostrare come l’agrivoltaico, un sistema di coltivazione delle piante all’ombra dei pannelli solari, possa essere migliorato utilizzando uno spettro di luce ottimale.

In condizioni di laboratorio controllate, hanno creato un modello per riprodurre la risposta delle piante a diverse gamme di luce. Non solo: hanno condotto al contempo un’analisi di sensibilità sull’energia solare. Il risultato? Hanno scoperto che la luce rossa è più efficace per la crescita delle piante, mentre quella blu è più efficiente per la produzione di energia solare. Qui la ricerca.

Evoluzione o morte: il cammino della luce

Il Professor Majdi Abou Najm, docente associato al Dipartimento di risorse terrestri, aeree e idriche dell’UC Davis ne è certo: “non possiamo nutrire i 2 miliardi di persone in più che si aggiungeranno nei prossimi 30 anni semplicemente migliorando l’efficienza idrica. C’è bisogno di qualcosa di radicale e trasformativo, non solo di piccoli aggiustamenti. Sfruttando il sole come fonte di energia, potremmo utilizzare l’ombra per generare elettricità mentre coltiviamo le nostre colture. In questo modo, i chilowattora diventerebbero una specie di “raccolto secondario”.

La chiave di tutto è sempre la stessa: la luce.

Oltre ad essere un elemento fondamentale per la nostra vita e per il nostro benessere fisico e mentale, guida le dinamiche più importanti sul pianeta. In altri termini: può darci tutto il cibo e l’energia che ci servono. Le innovazioni che sfruttano al meglio l’energia luminosa finiranno per rivoluzione il mondo intero. I laboratori di tutto il mondo stanno lavorando a soluzioni di ogni genere: nel campo dell’agrivoltaico sono già venuti fuori numerosi esempi: tra strumenti capaci di raccogliere la luce del sole e trasmetterla in ambienti sotterranei, sistemi che abbinano impianti solari a quelli di irrigazione, serre solari e quant’altro.

In sintesi

L’agrivoltaico rappresenta una valida alternativa per la produzione di energia elettrica sostenibile e per la valorizzazione delle aree rurali. E questo studio, pur essendo al momento confinata in laboratorio, è un importante contributo alla ricerca globale su come nutrire il mondo nonostante i cambiamenti climatici.

L’AUTORE

Gianluca Riccio, classe 1975, è direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria, copywriter, giornalista e divulgatore. Fa parte della World Future Society, associazione internazionale di futurologia e di H+, Network dei Transumanisti Italiani. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it, una risorsa italiana sul futuro.

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