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La prosperità ecologica fa bene a tutti

beppegrillo.it - Marzo 15, 2021

di Marco Morosini – La prosperità ecologica è la formula del successo nel 21° secolo. E’ questo il messaggio arrivato ieri da Stoccarda, la capitale della “Lombardia tedesca”. Con il 33 per cento dei voti il partito dei Verdi ha vinto per la terza volta le elezioni regionali in “Mercedes Land”, come alcuni chiamano il Baden-Wuerttemberg, il Land (regione) più innovativo, tecnologico e ricco della Germania. L’ecologista Winfried Kretschmann, da dieci anni capo del governo regionale, è il politico più popolare in Germania e può ora scegliere i partner di minoranza con cui governare. In Germania i Verdi sono ormai il secondo partito di massa dopo i cristiano-democratici della CDU di Angela Merkel e davanti ai socialdemocratici della SPD. Mentre però questi due grandi partiti continuano a perdere consensi nelle elezioni e nei sondaggi, i Verdi sono da tempo in ascesa. Dopo le elezioni del prossimo 26 settembre molti ritengono probabile una loro partecipazione al prossimo governo e anche l’ipotesi di una cancelliera o di un cancelliere ecologista non viene esclusa.

Il popolare Ministerpraesident ecologista Winfried Kretschman, 72 anni, ex insegnante di liceo, ha avuto come partner di minoranza nella scorsa legislatura la CDU, ossia l’austero partito cristiano-democratico, che per mezzo secolo governò da solo questo Land molto conservatore e molto laborioso.

Ma cosa c’è dietro l’ “eco-miracolo economico” di Stoccarda? Vediamo le sue dieci ricette.

Primo: le moderne grandi industrie come Daimler-Benz (Mercedes), Porsche, Bosch, Iveco Magirus, Kaessbohrer, Gardena. Le maggiori furono create più di cento anni fa da inventori tecnicamente e socialmente visionari. A cavallo tra il 19° e il 20° secolo i migliori pionieri industriali lavoravano già per il 21°. I Benz, i Bosch, i Daimler, i Siemens, gli Zeiss innovarono nel mondo del 1899 guardando già al mondo del 1999. Le loro visioni e i loro risultati si orientavano ai decenni, non ai quadrimestri di Wall Street. Erano, nella stessa persona, geniali inventori tecnici e pionieri del progresso sociale. Carl Zeiss introdusse nel 1900 la settimana di otto ore, quando nel resto d’Europa i cortei dei lavoratori che la rivendicavano venivano aggrediti con la cavalleria e i moschetti. Il capitale che più stava a cuore a quei pionieri erano le loro maestranze, non i future e i derivati.

Secondo: una fitta rete di piccole e medie imprese (PMI) che sono spesso leader mondiali in particolari settori tecnologici.

Terzo: la legge del 1949 per la Cogestione (Mitbestimmung) fa partecipare di diritto i rappresentati dei lavoratori ai consigli di amministrazione delle grandi aziende ed è una delle chiavi del miracolo economico tedesco dei ’30 gloriosi (1945-1975), della scarsa conflittualità di classe, e anche dell’attuale benessere in Germania.

Quarto: un efficiente Stato imprenditore produce alcuni beni strategici, accessibili e sicuri per i cittadini. Per esempio, la maggioranza dei cittadini ha costretto la proprietà pubblica a ricomprare diverse aziende elettriche comunali e regionali privatizzate dalla furia antistatale degli anni ’80.

Quinto: una vivace eco-imprenditoria sociale. Decine di “società benefit”, ossia aziende che mettono la loro missione sociale davanti al loro pur necessario profitto, riforniscono i cittadini di beni e servizi, spesso molto innovativi. La “società benefit” tedesca più celebre è la Cooperativa elettrica popolare EWS, di proprietà dei cittadini di Schönau, un piccolo comune di duemila abitanti nella Foresta Nera, in Baden-Wuerrtemberg. Nata dalla protesta antiatomica del 1986, dopo la catastrofe di Cernobyl, EWS è diventato il secondo produttore tedesco di eco-elettricità. In tutto il paese, mezzo milione di persone e centinaia di aziende sono rifornite dalla eco-elettricità della cooperativa EWS, ottenuta al 100 per cento da energie rinnovabili. La EWS e la sua fondatrice, Ursula Sladek, hanno ricevuto sedici onorificenze nazionali e internazionali, tra le quali una consegnata a Ursula dal Presidente Obama in persona nello studio ovale della Casa Bianca. Questa premiata “società benefit” del Baden-Wuerttemberg ha una grande importanza nella transizione ecologica, non solo per ciò che essa fa, ma soprattutto perché con la straordinaria campagna di comunicazione “Siamo un disturbo elettrico” (Ich bin ein Störfall) ha ispirato centinaia di aziende elettriche comunali, o cooperative o commerciali a seguire il suo esempio.

Sesto: un ben dotato Stato sociale e imprenditore, fornisce a tutte e a tutti a prezzi politici, asili, istruzione, università, scuole, formazione continua degli adulti, università degli anziani.

Settimo: università prestigiose, antiche (Tübingen, Heidelberg) e modernissime (Ulm, Costanza), sono ben finanziate dallo Stato. Le tariffe universitarie sono minime. Milioni di studenti beneficiano del famoso BAföG: uno “stipendio-prestito universitario” mensile versato dallo Stato agli studenti che ne necessitano, che lo restituiranno nei vent’anni successivi. C’è poi un aiuto dello Stato per il “secondo percorso di studio” (Zweiter Bildungsweg) che permette agli studenti lavoratori di conseguire un diploma o una laurea, pur svolgendo un lavoro. E’ così, per esempio, che si laureò l’ex cancelliere Gerhard Schröder.

Ottavo: un sistema di scuole politecniche statali forma mini-ingegneri in due anni di studio, in stretta interazione con le aziende e con forte orientamento all’applicazione tecnica immediata.

Nono – La “formazione duale” del personale tecnico (Duale Ausbildung), basata sul principio “imparare facendo”, consta di due o tre anni di formazione, per metà tempo nelle aule e per metà nelle aziende.

Decimo: una diffusa cultura della transizione ecologica, insegnata nelle scuole e fatta propria da politici di tutti i partiti, dai sindacati, dalle chiese e dai mezzi di comunicazione. L’esempio più noto di questa cultura della transizione è il best-seller Futuro sostenibile del Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia che ha ispirato l’avvio della transizione ecologica in Germania e che, nella sua edizione italiana, potrebbe fare lo stesso anche nel nostro Paese.

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