
In Cina è in fase avanzata di sperimentazione Agent Hospital, una piattaforma digitale autonoma sviluppata dall’Institute for AI Industry Research (AIR) di Tsinghua University.
I ricercatori hanno costruito un ospedale virtuale con lo scopo di addestrare medici artificiali senza intervento umano. Hanno creato un gemello digitale di un ospedale reale, replicando pazienti, reparti e personale sanitario, per poi affidare ai medici virtuali la gestione autonoma di migliaia di casi clinici. Questo processo ha permesso di affinare le capacità diagnostiche e terapeutiche degli agenti, che hanno raggiunto un’elevata accuratezza nella gestione delle patologie simulate.
La struttura è composta da 14 medici AI e 4 infermieri AI, distribuiti in 21 specialità cliniche, coprendo oltre 300 patologie. Nei primi giorni di attività la rete ha elaborato più di 10.000 casi, un volume di lavoro che, secondo i ricercatori, richiederebbe circa due anni a un’équipe convenzionale.
Il sistema si basa su MedAgent-Zero, una tecnologia che permette all’intelligenza artificiale di imparare da sola, senza bisogno di essere guidata o istruita passo dopo passo. Gli “agenti digitali” leggono letteratura medica, simulano casi clinici e auto-correggono i propri errori tramite un meccanismo di feedback continuo. È stato messo alla prova con test come MedQA, che contiene domande simili a quelle degli esami per diventare medico negli Stati Uniti. In queste prove, l’intelligenza artificiale ha raggiunto un’accuratezza del 93,06%, con risultati simili a quelli di medici esperti.
Agent Hospital simula l’intero iter assistenziale: triage, esami diagnostici, formulazione della diagnosi, prescrizione terapeutica e follow-up, in un ambiente virtuale privo di rischio clinico. La capacità di analizzare oltre 10.000 pazienti virtuali in pochi giorni è resa possibile dalla coesistenza di agenti specializzati in cardiologia, oncologia, neurologia, patologie respiratorie e altre discipline, supportati da modelli multimodali che integrano testo, immagini e dati strutturati.
Una fase pilota con accesso pubblico è attesa entro la fine del 2025. Le modalità di interazione previste includono ruoli di visitatore, paziente e medico, per permettere a soggetti esterni di valutare prestazioni e affidabilità del sistema. Questo passaggio favorirà una transizione controllata tra ambiente virtuale e utilizzo in contesti reali.
Rispetto al sistema sanitario europeo, e in particolare italiano, il divario è evidente. In Italia l’uso dell’intelligenza artificiale è limitato a supporti di diagnostica per immagini, gestione documentale e strumenti predittivi sotto supervisione umana, mentre la telemedicina, pur sviluppata durante la pandemia, resta ancora marginale. Non esistono ambienti virtuali che simulino l’intero percorso clinico in modo autonomo come in Cina. Nel sistema regolatorio europeo, norme come il GDPR e le future linee guida dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) impongono requisiti stringenti su trasparenza, responsabilità legale e protezione dei dati. In Cina, beneficiando di una normativa meno vincolante, il progetto ha potuto progredire con maggiore rapidità. L’esperienza cinese ha però già spinto molti a interrogarsi, a livello internazionale, sulla necessità di fissare regole comuni, controlli affidabili sugli algoritmi e procedure chiare per passare dalle simulazioni all’uso effettivo in ambito clinico.
La velocità con cui Agent Hospital ha trattato 10.000 casi in pochi giorni e il livello di accuratezza superiore al 93% nei test internazionali indicano che l’intelligenza artificiale è tecnicamente pronta per affrontare scenari clinici complessi. È questo il senso più alto della tecnologia, restare al servizio dell’uomo.