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Scuola: gli orari delle lezioni sono innaturali, fanno male ai ragazzi

beppegrillo.it - Aprile 3, 2018

Quante volte da studenti delle superiori avremmo fatto di tutto per 10 minuti in più di sonno, o quante volte abbiamo messo i termometri sul termosifone, mimando una bella febbre.

Potrebbe essere il momento di adattare gli orari di classe degli studenti ai loro ritmi biologici naturali, secondo un nuovo studio di UC Berkeley e Nordest dell’Illinois University.

I ricercatori hanno monitorato quasi 15.000 studenti universitari.

Dopo aver diviso gli studenti in “nottambuli”, “fringuelli diurni” e “allodole del mattino” – in base alle loro attività nei giorni in cui non erano in classe – i ricercatori hanno confrontato i loro tempi di lezione con i risultati accademici.

I risultati sono davvero curiosi.

Sembra che i ritmi circadiani influenzino drasticamente anche i nostri voti a scuola, tramite gli orari delle lezioni. Gli studenti i cui ritmi circadiani non erano sincronizzati con i loro orari di lezione, ad esempio, i nottambuli che frequentavano i corsi di primo mattino, hanno ricevuto voti più bassi a causa del “social jet lag”.

Ma questo non riguarda un piccolo numero di studenti.

Si è scoperto che la maggior parte degli studenti erano in jet-lagging per i loro orari di lezione, e che questo era fortemente correlato con la diminuzione delle prestazioni accademiche.

Oltre ai deficit di apprendimento, il jet lag sociale è legato all’obesità e all’eccessivo consumo di alcol e tabacco.

C’è una nota positiva.

La ricerca indica che se uno studente può strutturare un programma coerente con i propri ritmi, ha molte più probabilità di raggiungere il successo accademico.

I nottambuli sono i più vulnerabili. Il 50% degli studenti prende parte alle lezioni prima di essere completamente sveglio, e un altro 10% raggiunge il picco di attenzione molto prima del momento dell’inizio delle lezioni.

Studi precedenti hanno rilevato che si passa dal sonno alla veglia in momenti diversi della giornata e in momenti diversi della vita. Gli anziani tendono ad essere attivi prima, mentre i giovani lo sono più tardi. Nel complesso, gli uomini rimangono alzati più tardi delle donne, e i ritmi circadiani cambiano con le stagioni in base alla luce naturale.

In quella che si ritiene essere la più grande indagine mai realizzata sul social jet lag, utilizzando dati reali, i risultati suggeriscono che piuttosto che ammonire gli studenti in ritardo o dire ai figli di andare a letto prima, si dovrebbe seguire il ritmo biologico di ognuno di noi.

Ora sappiamo che esistono più o meno 3 ritmi biologi distinti, si dovrebbe lavorare per individuare l’istruzione in modo che l’apprendimento e le classi siano strutturate per agevolare l’apprendimento.

Qualcosa ci dice che anche il lavoro sia soggetto a dinamiche simili.

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