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Il Blog di Beppe Grillo
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Samanta Di Persio in collegamento da L’Aquila

beppegrillo.it - Aprile 7, 2009
Samanta Di Persio

Il Blog ha raggiunto telefonicamente Samanta Di Persio, autrice del libro Morti Bianche, che vive a L’Aquila.

“Sono Samanta Di Persio e vivo a L’Aquila. Ieri sera la prima scossa abbastanza forte è stata verso le undici. Io ho sentito per le scale le persone che uscivano e gridavano. Ma è passata subito e la mia famiglia non è uscita fuori. Siamo rimasti in casa. Ci siamo addormentati. Poi verso le tre e mezza una nuova scossa, fortissima. Sembrava non finire mai. Poi hanno iniziato a cadere un sacco di cose. Libri, calcinacci e anche parti del soffitto. E appena è finita siamo scesi, abbiamo abbandonato la casa. Mentre scendevamo ci siamo resi conto che il palazzo era sventrato. Poi ci siamo ritrovati tutti insieme, tutti in piazza, perché le case erano state evacuate e tuttora sono evacuate. Durante tutta la notte nella zona dove abito io, vicino all’ospedale regionale, devo dire che non è venuto nessuno. Né la polizia, né i vigili del fuoco. Niente di niente abbiamo visto, fino al pomeriggio di oggi. Intanto sentivamo le notizie, perché ascoltavamo la radio, e abbiamo appreso che il centro storico era stato distrutto. E la prova ci è stata data dalle persone che venivano dal centro e avevano le foto della prefettura distrutta e delle vie del centro distrutte. E addirittura arrivavano delle persone che abitavano in centro e aveva già delle ferite ed erano state all’ospedale e quindi avevano dei punti in testa. Io non so come descriverla, perché non ho mai avuto una esperienza simile. Sinceramente quando penso ai terremoti del passato … quando poi la vivi personalmente è molto diverso. Hai paura. Hai paura per te e per la tua famiglia. Poi, piano, piano vieni a sapere che ci sono persone che non ci sono più. E tra queste persone ci sono dei conoscenti e realizzi quanto è drammatico tutto quello che è successo. E ti rendi conto che hai perso tutto. Hai perso la casa, tutto quello che avevi. Perché non c’è più niente.”

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