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L’apoteosi del capitale

beppegrillo.it - Giugno 19, 2010
Discorso tipico dello schiavo
(4:21)

L’economia moderna sposta i capitali, quella dei secoli passati spostava gli schiavi. Cambiando nel tempo l’ordine degli schiavi e del capitale, il processo non cambia: la concentrazione del capitale aumenta con l’aumentare degli schiavi. “Oltre nove milioni di schiavi furono deportati attraverso l’Atlantico fra il 1451 e il 1870. Un altro milione, se non di più, non sopravvisse alla traversata, mentre un numero incalcolabile morì nel viaggio tra il luogo di cattura e quello dell’imbarco. La passione europea per lo zucchero fu il principale incentivo per la tratta” (*). Gli schiavi coltivavano le piantagioni da canna da zucchero esportato in Europa.
Oggi il capitale cerca gli schiavi a buon mercato, la mano d’opera a più basso costo, nei luoghi del mondo in cui le garanzie sociali sono inesistenti e la 626 è un prefisso telefonico. L’economia globale trasforma le Nazioni attraverso una metamorfosi. Il cittadino-produttore di Stati come l’Italia, la Spagna o il Canada diventa cittadino-consumatore. Il capitale va dove lo porta il profitto. Le fabbriche si spostano dove esiste il cittadino-produttore-con-meno-diritti, se si ha fortuna dove sopravvive il cittadino-schiavo-senza-diritti. Il cittadino-consumatore diventa quindi disoccupato, cassintegrato, precario, accusato di non voler lavorare a stipendi da schiavo e senza diritti. Se sciopera, cosa inaudita (e anche inutile) nell’era della globalizzazione mondiale, è accusato di voler seguire i Mondiali di calcio. Senza che se accorga, il cittadino-consumatore diventa cittadino-schiavo. Se vuole mantenere un’occupazione le leggi del capitale sono chiare, deve competere con gli altri schiavi. Se rinuncia a ogni diritto, alla pensione, al tfr, alla sicurezza, si può fare.
E’ l’apoteosi del capitale che pareggia il mondo verso la schiavitù globale. La sfrutta dove già esiste e la crea dove non c’è ancora. Chi detiene il capitale diventa sempre più ricco, gli sfruttati globali sempre più poveri. Il capitale si è evoluto, si è affrancato dagli Stati, spesso si è fatto Stato, corrompe gli Stati, elegge i suoi politici-manager. Lo Stato moderno è fondato sul capitale e sviluppa la schiavitù con qualche cucchiaino di zucchero.

(*) dal libro “Africa” di John Reader

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