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di Gunter Pauli – (Sesta parte, continua da qui) Sistemisti, urbanisti e designer hanno studiato nel dettaglio i flussi legati al movimento delle persone e dei prodotti: vogliamo che siano efficienti e ottimali negli aeroporti e nelle code alla cassa, nelle consegne  ritiri, nel trasporto di merci e persone, nel consumo di beni e servizi, nel divertimento e nella formazione. Collegando questi flussi agli altri già presentati, potremmo renderci conto che sarebbe addirittura possibile progettare un edificio in grado di generare sostanze nutritive. I bagni, solitamente umidi e ben riscaldati, sarebbero il luogo ideale per far crescere i funghi. L’amido negli scarti delle nostre tavole potrebbe essere trasformato in bioplastiche, semplicemente grazie a un fungo.

Sui tetti potrebbero nascere orti che, oltre a produrre frutta e verdura, ridurrebbero la temperatura superficiale della struttura e il consumo di energia. Gli edifici progettati per riciclare le sostanze nutritive e aumentare la sicurezza alimentare potrebbero fornire anche vantaggi imprevisti, creando un ambiente stimolante dove coltivare alimenti e fare del sano esercizio fisico. Sarebbero edifici degni del genio del brillante architetto viennese Friedensreich Hundertwasser.

Sia il Center for Ecoliteracy di Berkeley, in California, sia Slow Food a Torino sono attivi nella creazione di orti presso le scuole in contesti urbani. Oggi però abbiamo l’occasione di andare oltre questi successi, creando un ambiente autosufficiente: pensiamo a Brasilia, la capitale del Brasile, che grazie al visionario architetto Oscar Niemeyer riesce a soddisfare il 90% della domanda di frutta e verdura dei suoi due milioni di abitanti grazie a coltivazioni entro i confini della città. Se i problemi di accesso e allocazione fossero affrontati grazie al flusso negli edifici e intorno a essi, mettendo il benessere e il sostentamento al primo posto, avremmo cibo e acqua in abbondanza per soddisfare i nostri bisogni. I rifiuti generati dal consumo possono rimanere a disposizione a livello locale e contribuire al ciclo nutritivo che, in modo semplice ma straordinario, provvede al nostro sostentamento. E un’elegante cascata che mette in circolo le risorse e le ricicla, usando tutto e dando a tutti vantaggi. È un modello di sistema integrato perfezionato dalla natura e pronto a soddisfare le esigenze di chiunque.

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