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Basta! Basta! Basta estintori nei musei e basta pale eoliche!

beppegrillo.it - Agosto 10, 2026
di Marco Bella

La ricchezza del nostro Paese è il nostro patrimonio culturale. Dobbiamo creare un Movimento di cittadini che dica finalmente basta! Basta! Basta! Se si entra in qualsiasi museo o palazzo storico, in mezzo a quadri del 1500 sulle pareti si vedono quegli orribili cilindri rossi, con una serie di scritte incomprensibili. Li chiamano, pensate, “estintori”.

E quel che è peggio è che una legge scellerata prevede che gli orribili cilindri rossi debbano essere addirittura visibili: non si possono mettere in un ripostiglio e usare solo quando servono. D’altronde, se in un museo c’è un quadro del 1500, non vuol dire che in tutto questo tempo non è ancora andato a fuoco. E allora, mi spiegate a che cosa servono?

È urgente che coloro che hanno a cuore in nostro patrimonio artistico unico e di valore incommensurabile si associno per una protesta pacifica contro gli orribili cilindri rossi, e se serve, bisogna rimuoverli con la forza.

Come dite? Quei cilindri rossi… stanno lì proprio per proteggere i quadri del 1500 e soprattutto i visitatori? Mi dite che sono indispensabili nonostante alcuni li ritengano così brutti? E che quindi… ce li dobbiamo tenere perché saranno pure brutti ma sono irrinunciabili? Mi sa che se la mettete su questo piano… forse potreste aver ragione voi.

E le pale eoliche… beh anche quelle sono utilissime a proteggere i boschi dagli incendi. Infatti, le strade sterrate e le piazzole di sosta che si costruiscono per la manutenzione delle pale eoliche agiscono come “linee tagliafuoco” che bloccano l’avanzata delle fiamme e permettono di intervenire a volontari e Vigili del Fuoco.

Come se non bastasse, essendo le pale eoliche così alte, rappresentano un punto di osservazione privilegiato per individuare i focolai degli incendi. E infine, le pale eoliche attraggono i fulmini, evitando che questi possano colpire gli alberi innescando gli incendi.

A parte la questione incendi, le pale eoliche sono indispensabili per la nostra sicurezza energetica. Infatti, l’eolico produce di più d’inverno e di notte, quindi serve proprio a bilanciare il fotovoltaico che invece ha un picco di produzione d’estate e di giorno. Eolico e fotovoltaico si integrano, riducendo la quantità di sistemi di accumulo necessari. Quando, ad esempio, qualcuno dice “ma la Sardegna produce più energia elettrica di quella che le serve!” in realtà non tiene conto che ci sono periodi dell’anno in cui c’è effettivamente un surplus di energia, ma anche altri in cui bisogna accendere le centrali a carbone o importare energia. Più si diversificano le fonti e meno fonti fossili e sistemi di accumulo servono. Ecco perché la transizione energetica non può prescindere dall’eolico, ed ecco perché l’eolico in Sardegna (e nelle altre regioni) è utile e indispensabile.

Quale regione italiana non è bellissima? Se si inizia a dire “qui no!, mettetele da un’altra parte”, l’unico risultato è che le pale eoliche non si metteranno da nessuna parte, e ad essere danneggiato sarà l’intero Paese.

Oramai gli impianti rinnovabili non hanno più bisogno di incentivi: gli incentivi a quattro volte il prezzo di mercato appartengono al passato e gli otto GW che ancora godono di questa enorme agevolazione la vedranno terminare definitivamente nei primi anni ’30. Le rinnovabili oramai hanno solo bisogno di contratti per differenza, cioè, che il gestore dei servizi energetici (GSE) garantisce un prezzo fisso di ritiro. Insomma, i privati costruiscono gli impianti rinnovabili e si accollano il finanziamento del capitale iniziale. Nelle ultime aste (dicembre 2025) il fotovoltaico è stato aggiudicato a un prezzo medio di 56,825 euro a MWh, e l’eolico a 72,851 euro a MWh con un massimo rispettivamente di 62,675 e 77,738 euro/MWh.

Questo vuol dire, rispettivamente, 5.7 (fotovoltaico) e 6.3 (eolico) centesimi di euro al kWh. Certo, nelle bollette poi ci sono anche dei costi fissi che le alzano e vige ancora il meccanismo del “prezzo marginale”, cioè se si è costretti a usare il gas è proprio quest’ultima fonte energetica a fare il prezzo per gli utenti. Questo, quindi, non rappresenta il prezzo finale per l’utente, ma se si inizia a ridurre il costo dell’energia è inevitabile che anche il prezzo che pagheranno i consumatori sarà più basso. A patto che ci sia abbastanza energia in tutte le ore del giorno, altrimenti bisogna ricorrere al gas e i prezzi schizzano in alto. Infine, aggiungo un ultimo aspetto: i nuovi contratti (non tutti) per l’eolico e le rinnovabili in generale sono sempre più frequentemente “a due vie”, cioè se il prezzo di mercato supera quello di aggiudicazione dell’asta, sono proprio loro a rimborsare il proprio guadagno extra al GSE, contribuendo così a calmierare le bollette.

Ecco perché l’eolico è indispensabile, e lo sarà sempre di più qualora si implementasse il meccanismo di prezzo dell’energia per zone geografiche ristrette. Tra l’altro, una simile strategia potrebbe anche rendere l’eolico più socialmente accettabile, perché i comuni con pale eoliche sul proprio territorio vedrebbero degli immediati vantaggi economici sulle bollette.

L’aspetto più surreale della vicenda è che mentre il cosiddetto “campo largo” tollera i vari comitati locali anti-rinnovabili, il governo delle destre con il nuovo decreto FER X prevede un contingente di 16,5 GW di nuovo eolico (e 10 GW di fotovoltaico) da realizzare entro il 2030.

Sapete cosa? Mi sa che scrivendo questo post ho finalmente capito che gli estintori nei musei e pale eoliche servono davvero. E che il Movimento dal basso non lo dobbiamo certo costruire per bloccare estintori e pale eoliche, ma per spiegare a cittadini e amministratori locali che questi sono strumenti indispensabili per proteggere proprio loro. E che se nessuno (giustamente) protesta per gli estintori nei musei, è di conseguenza insensato prendersela con le pale eoliche. Le pale eoliche non sono “brutte” o “belle”: sono solo parte di un paesaggio che è già cambiato più volte nel tempo e continua a mutare ed evolversi. A voi la scelta: vivere nel passato o accettare il cambiamento che ci permetterà di mitigare la catastrofe climatica, ridurre le bollette e aumentare la nostra indipendenza energetica.

 

L’AUTORE

Marco Bella – Già deputato, ricercatore in Chimica Organica. Dal 2005 svolge le sue ricerche presso Sapienza Università di Roma, dal 2015 come Professore Associato.

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