Un visto italiano per i nomadi digitali

“Le persone decidono con i piedi, in base a molti fattori come le tasse, la stabilità politica, l’istruzione, la cultura e, naturalmente, il clima. La competizione per i talenti tra i paesi si svolge sullo sfondo del cambiamento climatico. E i paesi con una popolazione in crescita ne usciranno più forti. La prossima fase della civiltà umana è mobile oltre che sostenibile. La migrazione è un diritto umano“. Parag Khanna

Presto anche l’Italia avrà il suo visto per attrarre nomadi digitali e lavoratori da remoto. Con il Decreto “Sostegni-ter” infatti è stato approvato un emendamento che introduce ufficialmente nel nostro ordinamento la figura del nomade digitale. Una proposta di legge di Luca Carabetta insieme ad Anna Laura Orrico del MoVimento 5 Stelle.

Un visto quindi per cittadini di un Paese extra-Ue che conducono la loro vita in modo nomade mentre si dedicano al lavoro a distanza utilizzando la tecnologia delle telecomunicazioni digitali o per un’impresa anche non residente nel territorio dello Stato italiano.

A questi lavoratori è consentito l’ingresso in Italia al di fuori delle quote previste ogni anno dal decreto flussi: non sarà richiesto il nulla osta al lavoro e verrà rilasciato il permesso di soggiorno della durata di un anno a condizione di alcuni requisiti, che il titolare abbia un’assicurazione sanitaria privata, essere incensurato e un controllo sullo status economico. Spetterà ora ad un decreto interministeriale definire modalità e requisiti per il rilascio del permesso.

Con l’approvazione di questa rivoluzionaria norma, rilanciata dalle maggiori testate internazionali, l’Italia entra a far parte dei primi paesi pionieri sul tema del nomadismo digitale. Di fatti, soltanto una manciata di città, situate principalmente in Europa, offrono un visto per nomadi digitali o freelance, e poche altre in Asia.

Trovare soluzione che vadano oltre l’attuale paradigma è la strada da seguire. Lo stravolgimento climatico, che produce 41 milioni di profughi all’interno del paese d’origine e 26 milioni di rifugiati, più l’aumento dell’automazione e l’incertezza economica porterà ad un aumento inevitabile delle migrazioni.  I paesi che riusciranno a mettere in atto strategie per un mondo sostenibile, senza confini, inclusivo ed in continuo movimento, avranno in mano le chiavi del futuro.

Il nostro paese con questa norma sta guardando nella giusta direzione! Complimenti!